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Trento, 8 settembre 2020
NESSUNA ETICA, NESSUNA LOGICA SCIENTIFICA E POLITICA
GIUSTIFICANO LA NUOVA CATTURA DI UN ORSO NATO PER ESSERE LIBERO

I
nterrogazione a risposta scritta presentata dalla Cons. Lucia Coppola

M 49, l’orso diventato celebre nel mondo quale simbolo di libertà e della biodiversità, è stato catturato ieri per la terza volta da chi ha deciso di non investire in una costruttiva convivenza tra orso e uomo ma ha scelto la via più facile e fruttuosa dal punto di vista del consenso elettorale, cioè la prigionia (non potendo perseguire la strada dell’abbattimento).

Apprendiamo dai giornali che ora M49 si trova in un "ambiente protetto", cioè nell'area tane, una zona più ristretta del recinto, dove verrà monitorato e poi rilasciato nell'area di ambientamento. So come è l’ area di ambientamento, avendola visitata personalmente. Una vera e propria gabbia dove M49 ha già vissuto per tre mesi prima dell’ultima fuga. Un luogo inadatto ad ospitare qualsiasi specie animale figuriamoci un orso che per la sua salute ha bisogno di spazi ampi. Un luogo che ha il triste scopo di ammansire l’orso ed abituarlo gradualmente alla perdita della libertà, inserendolo quindi in una prigione nella prigione e privandolo della sua dignità. E tutto ciò perché? Perché ha fatto l’orso, predando animali da pascolo che, se opportunamente protetti, potevano essere messi in salvo. Pare inspiegabile inoltre come un orso catturato per la sua voracità di fatto sia dimagrito ben 40 chili rispetto all’ultima rilevazione.

Ciò premesso

interrogo il Presidente della provincia di Trento per sapere:

– come gli esperti della Provincia valutano il vistoso calo di peso di M49 rispetto all’ultima rilevazione;

– se non ritenga che ripetute sedazioni somministrate ad un orso ancora di giovanissima età possano nuocere alla sua salute;

– se sia nelle intenzioni somministrare sedativi a M49, considerata la sua vivacità;

– se non ritenga che chiudere un orso in una gabbia come quella da me vista al Casteler, in attesa di un futuro addomesticamento e rilascio in un luogo comunque di dimensioni estremamente ridotte, sia da considerarsi un atto di violenza inaudita;

– la ragione per la quale si ritiene più utile imprigionare un orso creandogli una inutile sofferenza fisica e psicologica anziché investire in politiche di gestione della fauna selvatica e perseguendo la possibile pacifica convivenza tra la specie animale e l’uomo;

– la motivazione per la quale, considerato che M49 recentemente era stanziale e meno vorace, non si è ritenuto di lasciarlo in libertà, visto che si avvicina l’inverno e gli orsi si preparano al letargo. M49 infatti era tornato nel luogo dove lo scorso anno era andato in letargo. Un gesto di clemenza e rispetto che sarebbe stato enormemente apprezzato da tutti coloro che amano questo spirito libero. Un essere senziente che ha lottato strenuamente per la sua libertà.

 

      Lucia Coppola

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